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Il Pollaio Provinciale di Bologna

La storia dell’avicoltura italiana attraverso i documenti

L’avicoltura italiana al tempo dei Pollai Provinciali: gli allevamenti, le razze, il resoconto della zootecnia italiana raccontata dalle immagini, dalle cronache e dai documenti storici.

Veduta generale

La Stazione Provinciale di Avicoltura di Bologna (o comunemente Pollaio Provinciale) fu inaugurata dall’Onorevole Marescalchi il 13 giugno del 1931 in occasione della grande rassegna di bovini Romagnoli che si svolse appunto a Bologna.
La scelta di far coincidere l’inaugurazione di un’Istituzione creata per il miglioramento avicolo, con un grande avvenimento di carattere zootecnico, dava importanza alla nascente industria avicola del tempo i cui problemi si affacciavano e si imponevano allo stesso piano di quelli di tutta la zootecnia nazionale.
La Stazione Provinciale di Avicoltura di Bologna era, al temo, l’ultima di una serie di 34 analoghe Istituzioni fondate in base al Decreto Legge n. 1796 del 03 settembre 1926. Nell’impianto della Stazione Provinciale di Bologna si usufruì dell’esperienza degli altri Pollai Provinciali istituiti in quel triennio.
Le spese d’impianto furono a carico del Governo Nazionale. Fu utilizzato un terreno di circa due ettari, sito a Corticella in un podere dell’Istituto Superiore Agrario. La gestione fu affidata al Consiglio Provinciale dell’Economia attraverso un consorzio di enti finanziatori.
Gli obiettivi della Stazione Provinciale di Avicoltura di Bologna furono votati dal Consiglia Zootecnico nella riunione dell’8 aprile 1931 e stabilivano che questa avena prevalentemente carattere sperimentale e didattico.
La Stazione Provinciale di Avicoltura di Bologna iniziò subito la distribuzione di galli e di gruppi di razza Livornese bianca allo scopo di aumentare subito la produzione di uova in quanto, si affermava, stirpi di polli locali di colore, omozogotici per l’alta fertilità.
La selezione di stirpo locali colorate era lavoro lungo, minuzioso e difficile ed era comunque affidato, ormai da tre anni, alla Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo.
Il lavoro svolto dalla Stazione Sperimentale di Rovigo veniva quindi trasferito a Bologno per selezionare stirpi locali ad alta fecondità appartenenti morfologicamente alle varietà di colore dorata, argentata, cucula, fulva e nera.
Anche la “Grossa di Bologna”, pollo a duplice attitudine (carne e uova) creata a Rovigo, veniva trasferita a Bologna per continuare il lavoro di selezione giunto ormai alla sesta generazione.

S. E. l’On. Marescalchi taglia il nastro anaugurale (didascalia dell’epoca)

 

Il prof. Alessandro Ghigi porge il saluto a S. E. l’On. Marescalchi che ha a destra S. E. il Prefetto di Bologna (didascalia dell’epoca)

 

S. E. l’On. Marescalchi attorniato da S. E. il Prefetto e dal Podestà di Bologna risponde al saluto (didascalia dell’epoca)

 

Il Pollaio Provinciale di Bologna