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La leggenda del gallo che canta

Aneddoti, storie, avvenimenti fantastici, stampe, stranezze e altro ancora legato alla zootecnia domestica e al mondo animale in genere

La memoria storica, i documenti, le stampe, i modi di dire e le vicende impossibili hanno da sempre affascinato la vita degli animali domestici e selvatici. A volte alcune vicende sono vere, altre invece solo fantasiose.

La divinità Amaterasu in giapponese è senza dubbio la dea più importante. Il suo nome completo è Amaterasuô-mikami "La Grande dea che brilla nel cielo". Viene anche chiamata "La grande dea del sole". Narrano i libri sacri dello scintoismo che Amaterasu nacque dall'occhio sinistro d'Izanagi, e per la sua bravura ebbe dal padre il governo della piana del cielo. La dea del sole insegnò ai suoi sudditi la coltivazione del riso, l'educazione dei bachi da seta e l'arte del tessere. Ma un giorno, infastidita da suo fratello Susano-o, si nascose nella grotta celeste, ne chiuse l'ingresso con una roccia enorme, e fece così piombare l'universo mondo nelle tenebre più profonde. Le miriadi di dei si spaventarono e tennero consiglio per escogitare il mezzo di fare uscire dal nascondiglio la dea offesa.
Il divino Ishikoritome fabbricò lo specchio, Tama-no-oya la gemma ricurva ed Ame-no-hiwashi dei festoni di stoffa. Tutti questi oggetti divini vennero sospesi ai rami dell'albero sacro trasportato per l'occasione davanti alla grotta dalla montagna. Gli dei invocarono ritualmente la Grande dea del Sole ad uscire, ma inutilmente. Allora la divina e maliziosa Uzume si mise a ballare sfrenatamente, tanto da fare scoppiare in clamori di risa gli dei, che l'accompagnavano a suon di musica. A tanto allegro fracasso, Amaterasu vinta dalla curiosità sospinse un pochino la roccia per spiare dallo spiraglio che cosa fosse mai accaduto. Ma il divino Tajikara fu pronto a mettere il suo braccio poderoso nella apertura e a spingere via la roccia. Così Amaterasu tornò a risplendere nel mondo, ed il perfido fratello Susano-o venne severamente punito e bandito dal cielo.
Anche un gallo, con il suo canto mattutino, fu determinante nel convincere Amaterasu a tornare alla luce. La leggenda del gallo che canta è legata al ritorno della luce e alla vittoria sull’oscurità, simboleggiando la speranza e il rinnovamento.
La dinastia imperiale giapponese, tuttora regnante, fa risalire la sua origine ad un pronipote diretto di Amaterasu. A questa è stato consacrato un tempio ad Ise, detto Naigû, che è il più antico del Giappone. Sacerdotessa ne è una principessa imperiale.


Inizio della danza della porta della caverna (Amaterasu) di Shunsai Toshimasa 1889

La leggenda del gallo che canta