Romagnola
La storia della razza Romagnola ha origini antichissime in quanto deriva dal Bos Taurus Macroceros (Uro dalle grandi corna).
Per lungo tempo l'attività principale di questa razza fu quella dinamica; per lavorare su quelle terre forti e tenaci necessitava infatti un bovino con un anteriore ben sviluppato, arti brevi e robusti. Nel XVIII secolo inizia l'attività di selezione anche verso la produzione della carne, fatto che nel 1800 trasforma la Romagnola in eccellente bovino a duplice attitudine: carne e lavoro. La diffusione delle macchine agricole, poi toglie, l'interesse verso l'animale da lavoro. Negli anni '60 e '70 la modifica della struttura dell'azienda agricola della Romagna (scomparsa della mezzadria e diffusione capillare della frutticoltura industriale) ha ridotto la consistenza della razza, spingendola inoltre verso nuovi territori, quali appunto le zone collinari e montane, senza peraltro frenare quella spinta selettiva verso una sempre maggiore attitudine alla produzione della carne. La chiusura di una parte delle stalle di pianura è stata compensata negli anni '70 e '80 dalla diffusione dell'allevamento semibrado.

Il bovino Romagnolo è un tipico bovino da carne, dotato di notevole sviluppo somatico, di conformazione armonica di tipo mesomorfo tendente al brachimorfo. E' caratterizzato da un mantello grigio chiaro tendente al bianco, particolarmente nelle femmine con sfumature grigie alle occhiaie, al collo, alle cosce, alle orecchie ed alla base dello scroto.
Notevole lo sviluppo muscolare nel maschio ed anche nella femmina. L'ottima conformazione del bacino fa sì che non si abbiano interferenze negative tra muscolosità ed espletamento del parto.
La robustezza degli arti e degli unghielli ha permesso a questa razza di adattarsi ai territori più difficili. La pigmentazione della cute la rende particolarmente resistente alle radiazioni solari, tanto da farne una razza incrociante particolarmente apprezzata.

- Razza autoctona nelle regioni: Emilia Romagna, Puglia, Veneto