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Per la definizione del concetto di RAZZA sono state prese in considerazione alcune delle principali definizioni estrapolando ed acquisendo i concetti che più si avvicinano alla realtà quotidiana. Vengono accettati come discriminanti di razza i caratteri somatici appariscenti come il mantello (il piumaggio negli uccelli), la pigmentazione, la forma delle corna, ecc.. Considerato però che le variazioni fenotipiche possono essere anche determinate da un insieme interagente fra un determinato patrimonio genetico e un determinato ambiente in cui tale patrimonio si esplica, è necessario precisare di volta in volta i limiti del carattere per consentire la predisposizione di un piano di conservazione. Viene considerata come discriminante di razza anche la capacità di adattamento a un determinato territorio (bioterritorio pedoclimaticamente peculiare) dovuta a diversi tipi di isolamento: ecologico, geografico, culturale. Vengono poi accettate come discriminate di razza la definizione FAO del 1999 e la definizione di Lush, 1994. FAO, 1999: "Ciascun sottogruppo specifico di animali di interesse zootecnico con caratteristiche esteriori definibili e identificabili che può essere separato dagli altri gruppi definiti in modo simile all'interno della stessa specie mediante stima visiva, o un gruppo per il quale la separazione geografica o culturale da gruppi fenotipicamente differenti ha indotto ad accettare la propria identità separata". Lush, 1994: "La razza è un gruppo di animali domestici così definita per comune consenso dagli allevatori, un termine introdotto dagli allevatori per poter comunicare, per il proprio impiego, e nessuno è autorizzato ad assegnare a questo termine un valore scientifico né a criticare l'allevatore quando questi fuorvia la definizione formulata. È la parola e il modo comune di dire degli allevatori che noi dobbiamo accettare come definizione corretta" Sono infine considerate di indicazioni emerse dal "Piano Nazionale sulla Biodiversità di Interesse Agricolo" (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Dipartimento delle Politiche di Sviluppo, Direzione Generale dello Sviluppo Rurale: 14 febbraio 2008).
In base a quanto sopra viene considerata "RAZZA" un complesso di individui della stessa specie che si distinguono per caratteristiche somatiche e funzionali proprie trasmissibili ai discendenti per ereditarietà con una stabilità non inferiore al 75% (3/4) e per un periodo di almeno 3 generazioni consecutive. Per ogni razza deve essere identificato un gruppo di allevatori che la considerano tale.
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