Edifici, attrezzature, pascoli e metodo di gestione zootecnica

Il coniglio può essere allevato al pascolo, a terra in ambienti chiusi e anche in gabbie collocate sia in ambienti chiusi che in ambienti aperti. Le strutture e/o le attrezzature d'allevamento devono garantire un sufficiente arieggiamento e luminosità degli spazi. È ammessa, per i riproduttori, l'integrazione luminosa per aumentare il fotoperiodo solare sino a 16 ore giornaliere. Considerato che il coniglio è un animale con abitudini “crepuscolari” nei capi in fase di ingrasso, per garantire una maggiore tranquillità, è possibile limitare il fotoperiodo a sole 8 ore giornaliere suddividibili anche in due periodi nell'arco della giornata.
Nell'allevamento a terra la concentrazione non deve essere superiore a un capo ogni 20 mq. di pascolo. Negli allevamenti a terra e in ambienti chiusi è possibile fare l'ingrasso utilizzando pavimenti pieni: paglia, truciolo di legno, ecc. In questi ambienti la concentrazione dei capi non deve superare i 5 capi/mq.
Nell'allevamento in gabbia (al chiuso, plain-air e semi plain-air) il pavimento deve essere realizzato con listelli: legno, plastica, ecc. Negli ambienti chiusi la sistemazione delle gabbie deve essere su un unico piano. L'altezza delle gabbie non deve essere inferiore a 50 cm. Per le femmine e i maschi in riproduzione devono essere utilizzate gabbie con superficie non inferiore a 0,5 mq. Considerato che il coniglio è un animale “sociale” e di gruppo l'ingrasso deve essere fatto in colonia e la concentrazione dei capi non deve essere superiore a 8 capi per mq. È comunque in ogni caso vietato l'uso di pavimenti in rete e le gabbie non possono avere dimensioni inferiori a 0,5 mq.
Possono infine essere utilizzate anche arche mobili da collocare direttamente sul terreno e spostare periodicamente al fine di evitare la diffusione di malattie parassitarie. Le arche mobili che poggiano direttamente sul terreno possono essere attrezzate con pavimento in rete al fine di consentire l'utilizzo dell'erba del pascolo. In questo caso sono valide le stesse concentrazioni utilizzate nell'allevamento in gabbia.
Il carico totale ad ettaro non può superare le 100 femmine in riproduzione. Nel caso in cui l'azienda pratichi solo la fase d'ingrasso, acquistando esternamente conigli svezzati, il carico totale per ettaro non può superare i 2.000 capi/anno. Il numero di parti annui, mediamente per femmina in allevamento, non può superare il n. di 6. La consistenza massima per unità non può essere superiore a 1.000 femmine.
In linea di principio la riproduzione del coniglio allevato con metodo biologico deve basarsi su metodi naturali. È tuttavia consentita l'inseminazione artificiale.
Considerata l'abitudine delle femmine di allattare i piccoli per una sola volta al giorno, e per pochi minuti, è ammesso, nel metodo d'allevamento biologico, l'allattamento programmato.
La castrazione è consentita per mantenere la qualità dei prodotti e le produzioni tradizionali.
I conigli possono essere destinati al macello solo dopo la 14^ settimana di vita.

 
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