Asino sardo

 

L'asino sardo è un animali vivace, rustico e frugale originario della Sardegna.  È caratterizzato da un mantello sorcino più chiaro sull'addome e sul muso. La riga mulina crociata è presente. Possono essere presenti zebrature alla spalla ed agli arti e ventre di biscia. Le orecchie mostrano un bordo scuro.
Testa quadrangolare a profilo rettilineo, collo corto, spalla dritta e corta, garrese poco pronunciato. Il dorso è leggermente disteso, lievemente depresso, lombi forti e ben attaccati, groppa corta e lievemente inclinata, petto sufficientemente largo e torace stretto e basso.
Arti robusti, articolazioni spesse e larghe, appiombi regolari e piede piccolo e duro. Andature corte, poco elastiche, ma sicure.
È un asino piccolo con altezza al garrese di circa 80-100 cm. Il peso è inferiore al quintale.
Un tempo l'asino sardo era diffuso in tutta l'isola, adibito alla macina dei cereali, al trasporto dell'acqua, della legna e anche ai lavori di aratura.
La presenza dell'asino nell'omonima isola sarda è sostenuta da alcuni autori fin dal neolitico, da altri correlata all'importazione Fenicia, mentre da altri ancora la provenienza è attribuita alla Nubia, culla degli asini africani.
L'introduzione nell'isola è comunque molto antica, ma furono certamente i Sardo-Punici ad incrementarne l'allevamento con finalità agricole e di trasporto.
Molto considerato nel continente ed all'estero questo asinello mite e forte, un tempo chiamato "molente " perché faceva lavorare la mola per la macinazione, era parte viva dell'esistenza d'ogni giorno perchè trasportava acqua e merci dalla campagna ai paesi, tirava i carretti e si faceva cavalcare da persone che alle volte pesavano più della metà del suo peso.
Da ricordare anche le corse degli asini dove i ragazzi emulavano gli adulti che si cimentavano nel palio con i cavalli.

Buone pratiche zootecniche per l'allevamento dell'asino


 
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