Conservazione, selezione e miglioramento

 

 

Quando si pensa di aver trovato una razza

 

Spesso qualche allevatore viene in possesso di animali di cui si è certi che da diversi anni erano allevati, in isolamento, in qualche fattoria. Subito di pensa ad una razza, magari antica o forse nuova.
Può essere.
È però necessario, inizialmente, prima di tentare di dare un nome a quegli animali, valutare se effettivamente si tratta di una razza. Per fare questo è necessario raggruppare gli animali trovati in gruppi omogenei, che presentano almeno le stesse caratteristiche somatiche.
Per esempio consideriamo gli animali, di seguito indicati, recuperati presso una vecchia cascina.

 

Ingrandisci esemplare 1

 

Ingrandisci esemplare 2


Si tratta di animali molto diversi, non solo nel piumaggio, ma anche nella forma della cresta, nel colore dei tarsi, nel colore dell’iride dell’occhio, ecc. Forse due animali appartenenti a razze diverse.
Per essere certi di questo è necessario individuare un maschio e alcune femmine accoppiarli e valutare se la prole mantiene (almeno nel 75% dei soggetti) le caratteristiche somatiche mostrate dai genitori. Magari in prima generazione i risultati non arrivano. Allora si può riprovare accoppiando i fratelli oppure genitori e figli.
Solo quando si arriva ad una omogeneità di almeno il 75% della prole si può parlare di razza.
A questo punto, solo quando siamo sicuri che si tratta di una razza, possiamo tentare di individuare un nome e valutare se si tratta di una vecchia razza, di una razzaconosciuta e diffusa oppure di una nuova razza.